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Spicciati che perdiamo il trono!
Un romanzo medievale di Mark Twain
di Mauro Cattivelli e Paolo Quattrocchi

Atti 1 - durata 60'

Ispirata da “A Medieval Romance” di Mark Twain, la divertente storia è ambientata nel 1222.
Corrado, principe di Klugenstein, è in realtà una ragazza. E’ stato suo padre, l’ambizioso Barone Ottone, a costringerla a fingersi un maschio per mettere le mani sul Granducato di Brandeburgo, dove Ulrico, fratello di Ottone, non ha eredi maschi.

Corrado è segretamente innamorata di Rambaldo, un fascinoso trovatore provenzale, che però seduce Costanza, la figlia di Ulrico, e la mette incinta. Quando Rambaldo l’abbandona, Costanza corteggia Corrado e cerca di farsi sposare. Al suo ovvio rifiuto, indispettita, decide di vendicarsi, e accusa Corrado di essere il padre del bambino.
L’accusa non è di poco conto, perché prevede la condanna a morte. Corrado, per discolparsi, dovrebbe svelare il suo vero sesso, ma nemmeno questo potrebbe salvarla: infatti, per un’antica legge, nessuna donna può sedersi sul trono di Brandeburgo, pena la condanna a morte. E Corrado, ahilei!, lo ha già fatto.
Mark Twain ha lasciato interrotto il suo divertente giallo a questo punto. Noi l’abbiamo riscritto ed adattato, trovando un finale che vi sorprenderà.

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Personaggi

U 3
D 3

Ottone, Barone di Klugenstein
Corrado, figlia di Ottone
Greta, zia di Corrado
Rambaldo, cantore provenzale
Ulrico, Granduca di Brandeburgo
Costanza, figlia di Ulrico

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